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Libia
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La mwfaLibia (mwfqmwfgAFI: /ˈlibja/cite-ref-0-2-0[2]; mwhain arabo لِيبِيَا‎?, Lībiyā; in mwhqberbero: mwhgLibya), ufficialmente mwhwStato della Libiacite-ref-1-3-0[3], è uno mwjaStato del mwjqNordafrica.

Occupa la parte centrale del mwjwNordafrica, affacciandosi sul mwkaMar Mediterraneo intorno al mwkqgolfo della Sirte, tra il 10º e il 25º meridiano est; la Libia è il quarto Paese dell'mwkgAfrica per mwkwsuperficie, il diciassettesimo del mondo. Confina a nord-ovest con la mwlaTunisia, a ovest con l'mwlqAlgeria, a sud con il mwlgNiger e il mwlwCiad, a sud-est con il mwmaSudan, a est con l'mwmqEgitto.

Contents

Storia
Clima
Lingue
Settori
Turismo
Musica
Sport
Note

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Storia

L'odierna Libia era abitata sin dal periodo mwnwneolitico da popolazioni indigene, antenate dei mwoaberberi odierni, dedite all'mwoqallevamento dei mwogbovini e alla mwowcoltivazione dei mwpacereali.

Dominio egizio

Alcune di queste popolazioni (in particolare i mwpwLibu) entrarono nell'orbita egiziana nel corso dell'mwqaAntico e del mwqqMedio Regno, divenendo tributarie dei mwqgfaraoni. I popoli libici, alleatisi con i mwqwpopoli del Mare, vennero sconfitti dagli egizi e sottomessi, integrandosi nel regno fino a giungere al potere con mwraHerihor, governatore di un regno autonomo dell'mwrqAlto Egitto durante il mwrgterzo periodo intermedio, e con mwrwHedjekheperra-setepenra fondatore delle dinastie libiche (mwsaXXI, mwsqXXII e la mwsgXXIII dinastia). Di nuovo, la mwswdinastia nubiana, che li sostituì, era formata da discendenti libici di Herihor.

Dominio greco-fenicio

I mwtgFenici di mwtwTiro fondarono in seguito i porti di mwuaLeptis, Oea (mwuqTripoli) e mwugSabratha, che in seguito caddero nell'orbita di mwuwCartagine, mentre i mwvaGreci si insediarono a mwvqCirene, mwvgArsinoe, mwvwBerenice, mwwaApollonia e mwwqBarce, costituendo così la cosiddetta mwwgPentapoli Cirenaica. Nell'interno della Libia si sviluppò il regno dei mwwwGaramanti. Nel 332-331 a.C., infatti, mwxaAlessandro Magno conquistava l'Egitto, sottomettendo anche la confederazione di città greche sorte a occidente dei suoi confini. La mwxqCirenaica entrò quindi nell'orbita dei mwxgTolomei d'mwxwEgitto, che vi fondarono anche la nuova città di mwyaTolemaide.

Dominio romano, vandalo e bizantino

L'mwaqImpero romano acquisisce la mwagTripolitania nel 146 a.C. dopo la definitiva distruzione di Cartagine, e la mwawCirenaica nel 96 a.C., scontrandosi con i mwbaGaramanti dell'interno. I territori saranno organizzati nelle province di mwbqAfrica Proconsularis e di mwbgCreta e Cirene. mwbwLeptis Magna, divenuta una delle tre maggiori città di tutto il mwcaNordafrica, diede i natali alla mwcqdinastia dei Severi. È giunto a noi in perfetto stato di conservazione l'arco dedicato all'imperatore Settimio Severo, originario di Leptis Magna (mwcgarco di trionfo in genere riservato ai conquistatori).

mwdaDiocleziano, nella spartizione dell'Impero, divise la Libia tra mwdqTripolitania, nell'occidentale mwdgDiocesi d'Africa, e Libya superior e Libya inferior nell'orientale mweqDiocesi d'Egitto. Terremoti, invasioni delle popolazioni mwegsirtiche e declino delle città (Leptis e Cirene) causarono il declino della regione.

Nel 430 i mwfaVandali di mwfqGenserico, di religione mwfgariana, già conquistata Cartagine, occuparono i territori libici, arrivando a distruggere mwfwTolemaide. Verso la fine del mwgaV secolo lo Stato vandalo cadde in declino, abbandonando la maggior parte dell'interno ai mwgqMauri e ad altre tribù del deserto.

Nel 533, l'mwgwimperatore bizantino mwhaGiustiniano, deciso ad attuare la sua vasta politica di riconquista dell'Occidente, mosse guerra in Africa, sino a che, dopo un anno di lotte, l'ultimo re vandalo, mwhqGelimero, si arrese nel 534 al generale bizantino mwhgBelisario. Giustiniano istituì la Prefettura del Pretorio d'Africa, formata da sette province, tra cui mwhwTripoli, difendendo i territori dalle incursioni dei berberi. Le province nordafricane, insieme alla mwiaSardegna e ai possedimenti romani in Spagna, vennero riunite nell'mwiqEsarcato d'Africa dall'imperatore mwigMaurizio. L'esarcato conobbe una certa prosperità e trovatosi, dopo il 640, a dover fronteggiare l'urto della conquista islamica, riuscì, pur con qualche battuta d'arresto, a tenere testa alla minaccia per qualche tempo. Già nel 643 gli arabi giunsero in Cirenaica, stabilendo nel 644 il governatorato della regione nella città di Barqa, già mwiwBarca. Ma nel 698 un esercito arabo proveniente dall'Egitto saccheggiò Cartagine e conquistò l'esarcato, mettendo fine al dominio cristiano e romano sul Nordafrica.

Dominio arabo e ottomano

Nel mwjgIX secolo l'mwjwIfriqiya mwkaabbaside (che abbracciava una buona parte dell'attuale Libia, ma non la Tripolitania) fu assegnata in gestione autonoma all'mwkqEmiro mwkgIbrahim ibn al-Aghlab, eponimo della mwkwdinastia aghlabide, allo scopo di meglio combattere l'endemico insurrezionalismo religioso, economico e sociale dei locali mwlakharigiti. I mwlqFatimidi mwlgismailiti sconfissero gli Aghlabidi nel 990, fondando un nuovo califfato (ufficialmente "Imamato") in Egitto, di cui le regioni che formeranno l'attuale Libia divennero tributarie.

La mwmaSeconda Crociata permise infine ai mwmqNormanni di mwmgRuggero II di Sicilia di impadronirsi dell'intera costa libica, compresa tra mwmwTripoli e mwnaCapo Bon (1135), pur venendo in breve tempo cacciati (1163) dagli mwnqAlmohadi di mwngal-Andalus. Dal 1350 sino alla metà del mwnwXV secolo furono i governatori mwoaHafsidi di mwoqTunisi a governare in autonomia la Libia finché le principali città si proclamarono autonome, arricchendosi con la "guerra di corsa" foraggiata anche dalle autorità hafsidi e che vide impiegato un buon numero di mwogcorsari che, nel mondo latino coevo, furono definiti "barbareschi".

La minaccia dei mwpacorsari barbareschi spinse nel 1510 gli mwpqspagnoli, padroni del mwpgRegno di Sicilia, a intervenire, affidando Tripoli e mwpwMalta ai mwqaCavalieri di San Giovanni. Infine, furono gli mwqqottomani a occupare Cirenaica (1517) e Tripolitania (1521-1551) in maniera stabile.

Con l'indebolimento dell'Impero ottomano, un nuovo regno autonomo si stabilì in Libia tra il 1711 e il 1835, sotto la dinastia mwqwKaramanli, ufficialmente tributaria del Sultano, e prosperò per il mwracommercio degli schiavi e la mwrqguerra di corsa. L'attività corsara libica spinse gli mwrgStati Uniti d'America a intervenire, per la prima volta fuori dal continente, nella mwrwprima guerra barbaresca (1801-1805), occupando la città di mwsaDerna. Maggiori pressioni degli europei spinsero il Sultano a sollevare i Karamanli dall'incarico e ristabilire il dominio ottomano (1835), mentre nel 1843 mwsqMuḥammad b. ʿAlī al-Sanūsī, capo di un'importante mwsgconfraternita mwswmistica, si stabilì in Cirenaica, facendo proseliti in tutta la Cirenaica e nella Tripolitania.

La colonizzazione italiana e la seconda guerra mondiale (1911-1951)

Nel 1911 l'mwuaItalia di mwuqGiolitti dichiarò guerra all'mwugImpero ottomanocite-ref-4[4] per ottenere il controllo della mwvwTripolitania e della mwwaCirenaica, parzialmente sancito dalla mwwqpace di Losanna (1912). Fino ai primi mwwganni 1930, gli italiani combatterono la resistenza organizzata dai mwwwSenussicite-ref-5[5], fino all'impiccagione di mwyaOmar al-Mukhtar nel 1931, mentre coloni italiani si stabilivano in Libia, fino a costituire, nel 1939 in occasione del mwyqprimo censimento, il 13% della popolazione.

La pacificazione della Libia da parte degli italiani provocò la morte di circa un quarto della popolazione della Cirenaica, che contava mwyw225 000 abitanti.cite-ref-6[6] Lo storico mw0aIlan Pappé stima che tra il 1928 e il 1932 l'esercito italiano “uccise metà della popolazione beduina (direttamente o attraverso malattie e fame nei campi di concentramento italiani in Libia)”.cite-ref-7[7]

Nel 1934, con l'unione della Tripolitania e della Cirenaica, venne proclamato il mw1gGovernatorato Generale della Libia, di cui il primo governatore fu mw1wItalo Balbo. Successivamente gli abitanti autoctoni poterono godere dello status di "mw2acittadini italiani libici" con tutti i diritti che ne conseguivano.

Nel 1937 Italo Balbo divise la mw2gLibia italiana in quattro provincecite-ref-8[8] e un territorio sahariano: la mw3wprovincia di Tripoli, la mw4aprovincia di Bengasi, la mw4qprovincia di Derna, la mw4gprovincia di Misurata e il mw4wTerritorio Militare del Sud con capoluogo mw5aHuncite-ref-9[9]. Nel gennaio 1943 la Libia fu occupata dalle truppe Alleate; nonostante ciò, mw6qgran parte degli italiani rimase nel Paese.

Con il mw6wtrattato di Pace del 1947 la Gran Bretagna amministrò la Tripolitania e la Cirenaica e la Francia il Fezzan, in mw7agestione fiduciaria delle mw7qNazioni Unite, mentre la mw7gStriscia di Aozou (ottenuta da Mussolini nel 1935) fu riconsegnata alla colonia francese del mw7wCiad.

Indipendenza e Regno di Libia (1951-1969)

Il 24 dicembre 1951 la Libia dichiarò l'indipendenza come mw-gmw-wRegno Unito di Libia, mwaqamonarchia ereditaria e costituzionale sotto re mwaqeIdris al-Senussi. mwaqiStati Uniti e mwaqmGran Bretagna vi mantennero due basi militari, data l'importanza strategica del paese nel controllo del mwaqqMediterraneo.

Il Parlamento del Regno era composto da mwaqydue camere, il Senato e la Camera dei Deputati. Entrambe le camere si aprivano e scioglievano insieme.cite-ref-0-2-1[2]

Il Senato era composto da ventiquattro membri nominati dal Re. I membri della Camera dei Deputati erano eletti a mwaqwsuffragio universale attraverso la modifica costituzionale del 25 aprile 1963, in quanto prima di questa data le donne non avevano diritto al voto. Il Re era responsabile della nomina e la rimozione dall'incarico del Primo Ministro. Il Re era tenuto anche a nominare i ministri sulla base del parere del Primo Ministro, che dipendeva dalla camera dei deputati.cite-ref-1-3-1[3]

Tra il 1947 e il 1951 vennero fondate le prime organizzazioni, sindacali e politiche, tra cui il mwariMovimento Operaio Libico e lmwarm'mwarqUnione Sindacale dei Lavoratori Libici, che, radicati tra i lavoratori portuali, condussero, nel luglio 1950, a diversi scioperi per i diritti immediati, normativi e salariali dei lavoratori. Il mwaruPartito Comunista Libico, clandestino, fondato nello stesso periodo, operava sia nel sindacato che nell'Associazione Politica per il Progresso della Libia, un'organizzazione importante che si batteva per l'indipendenza del paese africano. Le organizzazioni, politiche e sindacali del movimento operaio in Libia vennero chiuse nel dicembre 1951 dai britannici con la collaborazione della monarchia di re Idris Icite-ref-10[10].

Il 28 marzo 1953 la Libia entrò nella mwarsLega Araba, il 14 dicembre 1955 nell'mwarwONU. Negli anni cinquanta vennero scoperti i primi mwar0giacimenti di petrolio. Tuttavia, la limitata sovranità politica ebbe l'effetto di far approvare nel 1955 una legge che concedeva l'uso dei giacimenti alle principali compagnie petrolifere mondiali, riservando al governo soltanto il 50% degli introiti. Negli anni sessanta la quantità di petrolio estratta aumentò, ma l'indigenza a cui era relegato il popolo non subì variazioni.cite-ref-eurasia-rivista-org-11-0[11] Il 25 aprile 1963 un'importante riforma abolì il sistema di governo federale e il nome del paese fu modificato in mwasiRegno di Libia.

Il regime di Gheddafi (1969-2011)

Il 1º settembre 1969 re Idris viene deposto da un gruppo di ufficiali mwasonasseriani con un mwasscolpo di Stato. Il Paese fu ribattezzato Repubblica araba di Libia e mwaswMuʿammar Gheddafi resse il governo provvisorio, che avviò un programma di mwas0nazionalizzazioni delle grandi imprese e dei possedimenti italiani, chiudendo inoltre le basi militari statunitensi e britanniche.

La piena sovranità politica permise al governo di impiegare le entrate delle grandi imprese petrolifere nello sviluppo di infrastrutture nel Paese. Nel 1970 i beni degli mwas8italo-libici furono confiscati e gli stessi cittadini furono costretti a lasciare il Paese entro il 15 ottobre 1970.

Il regime intraprese la riforma agraria e promosse un sistema di sicurezza sociale, assistenza medica gratuita e la partecipazione dei lavoratori ai profitti delle aziende pubbliche. L'elettricità iniziò a raggiungere gratuitamente la popolazione; il tasso di alfabetizzazione salì dal 5 all'83%.cite-ref-12[12]

La politica di sviluppo del territorio perseguita da Gheddafi permise di realizzare, oltre ai miglioramenti, in ogni campo, delle infrastrutture, tra cui il mwatygrande fiume artificiale, un'imponente opera idraulica che, attraverso lo sfruttamento dell'acqua fossile, contenuta in laghi sotterranei, forniva acqua potabile a una popolazione in continua crescita. La prima fase di tale opera si concluse nel 1991 con il tratto che giunge fino a Bengasi, la seconda nel 1996 con il tratto che raggiunse Tripoli, la terza nel 2000, permettendo di raggiungere l'entroterra.cite-ref-eurasia-rivista-org-11-1[11]

In politica estera, la Libia rivoluzionaria appoggiò i movimenti di liberazione nazionale, primo fra tutti l'mwauqOLP di mwauuYasser Arafat nella sua lotta contro mwauyIsraele. Volendosi erede di mwaucNasser, tra il 1971 e il 1977 Gheddafi partecipò al tentativo di fondare una mwaugFederazione delle Repubbliche Arabe con Egitto e Siria. In seguito tenterà senza successo di creare federazioni con mwaukTunisia (1974), mwauoCiad (1981) e mwausMarocco (1984). Gheddafi espliciterà la sua filosofia politica nel mwauwmwau0Libro Verde (1976).

La Giamahiria

Il 2 marzo 1977 venne proclamata la mwavgmwavkGiamahiria (letteralmente "Repubblica delle masse"). Nello stesso anno, grazie ai maggiori introiti derivanti dal mwavopetrolio, Gheddafi poté dotare il suo Stato di nuove strade, ospedali, acquedotti e industrie. Sull'onda della popolarità, nel 1979 rinunciò a ogni carica politica ufficiale, pur rimanendo l'unico leader del paese con l'appellativo di mwavsguida della rivoluzione. Le deboli organizzazioni libiche del movimento operaio, sindacali e politiche, dopo aver subito la repressione da parte della monarchia di re mwavwIdris I el-Senussi, vennero definitivamente eliminate attraverso gli assassinii e le incarcerazioni ordinate dalla dittatura nazionalista. Gli intellettualicite-ref-13[13] di orientamento mwawemarxista subirono nell'aprile 1973 e nel dicembre 1978 la feroce repressione del regime di Gheddaficite-ref-14[14].

Nello stesso periodo la Libia venne coinvolta in un conflitto di frontiera con il mwawcCiad per il possesso della mwawgstriscia di Aozou, un territorio ricco di risorse minerarie, contesa che venne risolta pacificamente solo nel 1994. Sempre durante questo periodo, e per molti anni, Gheddafi fu uno dei pochi leader internazionali che continuarono a sostenere i dittatori mwawkIdi Amin Dada e mwawoJean-Bedel Bokassa.cite-ref-15[15]

Negli mwaxaanni 1980, la Libia di Gheddafi si configurò come "Stato canaglia", sostenitore di gruppi terroristici quali il nordirlandese IRA e il palestinese Settembre Nero. Gheddafi fu progressivamente emarginato dalla NATO e, in reazione all'mwaxuattentato alla discoteca di Berlino del 1986, il 15 aprile dello stesso anno, Tripoli venne bombardata dai mwaxycaccia americani, attraverso l'mwaxcoperazione El Dorado Canyon. Per reazione la Libia rispose con uno sterile mwaxgattacco missilistico contro Lampedusa.

Nel 1988 la nazione venne accusata di aver organizzato l'attentato di mwaxoLockerbie sul mwaxsvolo Pan Am 103, che causò la morte di 270 persone. Con la risoluzione 748/92, l'ONU impose un mwaxwembargo alla Libia, durato fino alla consegna degli imputati, avvenuta il 5 aprile 1999, e nel 2003 all'accettazione della responsabilità civile verso le vittime.

La Giamahiria si riavvicinò alla comunità internazionale a partire dagli mwax4anni '90: nel 1990 con la condanna dell'mwax8Iraq nella mwayaguerra del Golfo, attraverso la mediazione tra mwayeEtiopia ed mwayiEritrea, e nel 1999 con l'opposizione ad mwaymal-Qa'ida.

Il 15 maggio 2006 gli Stati Uniti riallacciarono le relazioni diplomatiche interrotte venticinque anni prima, togliendo la Libia dalla lista degli "mwayuStati canaglia". Nuove tensioni sorsero dal 2008 tra la Libia e la mwayySvizzera in seguito all'arresto a mwaycGinevra del figlio di Gheddafi, mwaygHannibal, mentre nel 2008 le relazioni diplomatiche con l'Italia si stabilizzarono grazie al mwayktrattato di Bengasi. Dal febbraio 2009 al gennaio 2010, Gheddafi fu il presidente di turno dell'mwayoUnione Africana.

Guerra civile (2011)

Nel febbraio del 2011 scoppiarono delle sommosse popolari cui seguì un conflitto armato che vide opposte le forze fedeli a Gheddafi agli insorti del mwazqConsiglio Nazionale Libico. Il 19 marzo 2011, dopo la mwazurisoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, venne attivato un mwazyintervento militare internazionale, con lo scopo di tutelare la popolazione civile libica tramite l'applicazione di una mwazczona d'interdizione al volo.

In realtà l'intervento si concretizzò nel bombardamento delle truppe governative, di infrastrutture civili e militari e nell'appoggio alle truppe antigovernative. All'intervento presero parte gli Stati appartenenti alla NATO, tra cui mwazkStati Uniti, mwazoFrancia, mwazsRegno Unito, mwazwItalia e mwaz0Canada, nonché alcuni paesi mwaz4arabi: mwaz8Qatar e mwaaaEmirati Arabi Uniti.

Dal marzo 2011 molti Stati, a partire dalla mwaaiFrancia, riconobbero il mwaamConsiglio nazionale di transizione come unico rappresentante del popolo libico. Altri Stati stabilirono legami diplomatici con il Consiglio, mantenendo un rapporto con il governo di Gheddafi.

Il 17 ottobre 2011 cadde l'ultima città lealista a favore di Gheddafi, Bani Walid. Le forze del regime erano ormai bloccate in poche zone nei dintorni di Bani Walid e di Sirte. La Libia si poteva pertanto considerare quasi interamente libera dal regime di mwaauGheddafi.

Il 20 ottobre 2011 Mu'ammar Gheddafi venne catturato e ucciso nella sua città natale di mwaacSirte, uccisione che di fatto portò alla caduta del suo regime e alla fine della guerra.

Dopo la caduta di Gheddafi la Libia è divenuta ostaggio degli scontri fra le numerose milizie tribali che formavano la coalizione dei ribelli. I diversi governi che si sono succeduti hanno tentato di imporre l'autorità del potere centrale su questi gruppi, cercando di disarmarli o di integrarli nell'esercito nazionale, ma hanno sostanzialmente fallito, in quanto le amministrazioni centrali si sono sempre dimostrate troppo deboli e il parlamento troppo diviso.

Il Paese diviso

Dopo il 18 maggio 2014 la situazione precipitò in seguito al colpo di Stato del generale mwaboKhalifa Belqasim Haftar e con l'occupazione del palazzo del Parlamento a Tripoli da parte di soldati a lui fedeli. Il generale aveva lanciato due giorni prima un attacco contro alcune milizie islamiche nella mwabsCirenaica, non autorizzato dal governo centrale. Tuttavia, il 30 luglio 2014 una di queste milizie, mwabwmwab0Anṣār al-Sharīʿa occupò mwab4Bengasi, proclamando l'emirato islamico. Nella stessa Tripoli si verificarono violenti scontri, in particolare nella zona dell'aeroporto, fra una milizia islamica chiamata mwab8Fajr Lībiyā (Alba della Libia) e altre milizie laiche; entrambe erano favorevoli al governo, ma non si conosceva la loro posizione nei riguardi del generale Haftarcite-ref-16[16].

Il 17 dicembre 2015, a mwacuSkhirat, in mwacyMarocco, i rappresentanti del Congresso di Tripoli e della Camera di mwaccTobruch firmarono un accordo per la formazione di un "governo di accordo nazionale", sotto l'egida delle Nazioni Unitecite-ref-17[17]. In vigore da marzo 2016, l'accordo di pace non ha mai ottenuto l'appoggio della Camera dei rappresentanti di Tobruk e del generale Haftar.

Il 28 febbraio 2019 i due governi rivali sancirono un accordo in vista delle rinviate elezioni generali. Il 27 novembre, però, il governo di Tripoli firmò con la mwac0Turchia un accordo militare. A seguito di ciò, il parlamento di mwac4Bengasi ruppe le relazioni con la Turchia e il generale Haftar proclamò il mwac8Jihād contro la Turchia. Inoltre Haftar ottenne un crescente sostegno da parte della Russia, sia in termini di soldati sul terreno che di appoggio diplomatico e di armamenti. Nel 2020 proseguirono i combattimenti tra le due fazioni e il presidente egiziano mwadaal-Sisi dichiarò che l'assedio di mwadeSirte avrebbe rappresentato una linea rossa per un intervento militare dell'mwadiEgitto a sostegno del governo di Tobruk.

Il 21 agosto 2020 il presidente del governo di Tripoli, mwadqFayez al-Sarraj, e il presidente del parlamento di Tobruk, mwaduAguila Saleh, dichiararono di comune accordo un immediato cessate il fuoco, prevedendo elezioni generali per il marzo 2021 e chiedendo il ritiro dei mercenari stranieri dal territorio libico.cite-ref-18[18]

La riunificazione

Dopo la sua partecipazione ai colloqui di mwadwGinevra guidati dall'mwad0ONU, il nuovo mwad4governo di unità nazionale - ad interim - guidato da mwad8Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, dopo aver ricevuto con una maggioranza di 132 voti su 178 la fiducia dal Parlamento libico il 10 marzo 2021, cinque giorni dopo prestò giuramento e si insediò a Tripoli, sostituendo entrambi i governi rivali precedenti: quello di mwaeaFayez Al Serraj e quello fedele al mwaeemaresciallo mwaeiKhalifa Haftar, con sede a Tobruk. Il 23 marzo avvenne ufficialmente a Sirte il passaggio di consegne con quest'ultimo, guidato da mwaemAbdullah al-Thani,cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]cite-ref-21[21] poi revocato in settembre dalla Camera dei Rappresentanti cite-ref-22[22], che formò nel 2022 un secondo governo di stabilità nazionale (Ḥukūmat al-istiqrār al-waṭanī) con sede a mwafqSirte, guidato da Fathi Ali Abdul Salam Bashagha dal 3 marzo 2022 e poi da Osama Saad Hammad Saleh dal 16 maggio 2023 cite-ref-23[23], mentre Dbeibah rimane in carica a Tripoli.

Geografia

I confini della Libia sono frutto di trattati e convenzioni stipulati nel tempo da vari Stati fra cui l'mwagmItalia, la mwagqFrancia, il mwaguRegno Unito e l'mwagyEgitto e seguono principalmente riferimenti artificiali quali mwagcparalleli e mwaggmeridiani e quasi mai riferimenti naturali quali fiumi o montagne.

Confina a est con l'Egitto, a sud-est con il Sudan, a sud con Ciad e Niger, a ovest con Algeria e a nord-ovest con la Tunisia. È bagnata a nord dal Mar Mediterraneo.

La Libia è stata uno Stato pioniere in Nord Africa nella protezione delle specie, con la creazione dell'mwagsarea protetta di El Kouf nel 1975. La caduta del regime di Muammar Gheddafi ha incoraggiato un intenso mwagwbracconaggio: "Prima della caduta di Gheddafi, anche i fucili da caccia erano stati banditi. Ma dal 2011 il bracconaggio viene effettuato con armi da guerra e veicoli sofisticati in cui si trovano fino a 200 teste di gazzelle uccise da miliziani che cacciano per passare il tempo. Stiamo anche assistendo alla nascita di cacciatori che non hanno alcun legame con le tribù che tradizionalmente praticano la caccia. Sparano tutto quello che trovano, anche durante la stagione riproduttiva. Più di mwag0500 000 uccelli vengono uccisi in questo modo ogni anno, quando le aree protette sono state sequestrate dai capi tribù che se ne sono appropriati. Gli animali che un tempo vivevano lì sono tutti scomparsi, cacciati quando sono commestibili o liberati quando non lo sono", spiega lo zoologo Khaled Ettaieb.cite-ref-24[24]

Morfologia

La Libia è dotata di una lunga costa mediterranea e il suo territorio è prevalentemente piatto. A ovest, l'altopiano raggiunge il mare, creando scogliere e insenature profonde. Ad est, la costa è bassa, ornata da dune, fino al golfo di un'insenatura ampia e profonda, oltre la quale ricominciano le scogliere a picco. È dotata di una pianura costiera abbastanza estesa, che si rialza man mano che ci si inoltra verso mwahqFezzan. Questa pianura corrisponde al mwahugolfo della Sirte, un mwahybacino sedimentario caratterizzato, in alcuni punti, da altitudini anche inferiori al livello del mare e dall'abbondanza di giacimenti di idrocarburi sfruttati industrialmente. Al contrario, in mwahcCirenaica è presente un altopiano già in vicinanza del mare. L'interno è basso, fino ai 250 metri, con l'eccezione del massiccio del mwahgTibesti, caratterizzato da mwahkdeserto roccioso e sabbioso, punteggiato di mwahooasi. Il rilievo maggiore è il Bikku Bitti che raggiunge i mwahs2267 m s.l.m., ma sono inoltre noti anche altri rilievi quali ad esempio il Gebel Auenat.

Idrografia

Il territorio libico ospita principalmente mwah4uadi mwah8sahariani che canalizzano l'acqua della mwaiastagione delle piogge. Gli unici fiumi perenni sono il Ki'am, il mwaiiRamla, in mwaimTripolitania, e il Derna, in mwaiuCirenaica.

La falda acquifera, poco profonda in vicinanza del marecite-ref-25[25], diventa più profonda inoltrandosi nel mwaisFezzan. L'mwaiwaltopiano della Cirenaica è dotato di una rete di mwai0acque sotterranee che riaffiorano in mwai4sorgenti carsiche. Le depressioni del deserto,cite-ref-26[26] danno luogo a piccoli laghi, spesso salati.

Per supplire al grande bisogno di acqua potabile, è stato costruito il mwajqmwajugrande fiume, un acquedotto che conduce sulla costa le acque delle falde preistoriche situate all'interno del paese.cite-ref-27[27]

Clima

Il clima libico è fortemente influenzato dal mwajwdeserto a sud e dal mwaj0Mediterraneo a nord. Sulla regione costiera, la temperatura è piuttosto temperata: a Tripoli la media è di circa mwaj426 °C d'estate e mwaj814 °C d'invernocite-ref-28[28], mentre le precipitazioni annue raggiungono i mwakq380 mm, concentrate soprattutto nei mesi invernali. In estate, occasionalmente, in presenza di venti provenienti dal deserto, la temperatura nella capitale può raggiungere o superare i mwaku45 °C. Nelle pianure centrali domina un clima semiarido, mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi di siccità. Sulla fascia costiera, generalmente più umida, soffia a volte in primavera e in autunno il mwakyghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia.

Società

Demografia

Nel 2010, prima dei conflitti, la Libia si collocava tra i Paesi ad mwaliindice di sviluppo umano medio - alto; all'epoca la speranza di vita media della popolazione era di 73 anni e la mortalità infantile era del 17%. La densità di popolamento rimane ancor oggi molto bassa, con una media di tre abitanti per km², con una popolazione che si addensa soprattutto lungo la costa, dove si contano oltre 200 abitanti per km², nella piana di mwalmGefara e in alcune oasi.

Il 20% della popolazione risiede nella capitale, Tripoli, con mwalu1 063 571 abitanti. Altri centri importanti sono: mwalyBengasi, capoluogo della mwalcCirenaica e seconda città del Paese, mwalgBeida, terza città più grande della Libia, tutte sulla fascia costiera. Al 2014, l'86% della popolazione abita in città. La popolazione libica parla l'mwalkarabo e il mwaloberbero e usa come moneta il mwalsdinaro libico.

Gruppi etnici

I libici sono principalmente mwal4arabi, mwal8berberi e mwamatuareg. I limitati gruppi tribali mwameHausa e mwamiTebu di stanza nel sud della Libia conducono vita mwammnomade o seminomade. La maggioranza degli stranieri presenti nel paese proviene da altri paesi africani, specialmente dall'mwamqEgittocite-ref-29[29]. Più di un milione di immigrati irregolari risiede in Libiacite-ref-30[30]. Permane una piccola minoranza di mwam0Italiani (mwam4Italo-libici), nonostante la maggioranza sia emigrata negli anni cinquanta o sia stata espulsa nel 1970cite-ref-31[31].

Dei mwanq64 570 mwanuebrei presenti nel paese nel 1948cite-ref-32[32], mwano50 000 emigrarono in mwansIsraele, a seguito di vari mwanwpogrom, entro l'indipendenza libica nel 1951cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]. A seguito della mwaouguerra dei sei giorni, i mwaoy4 000 ebrei rimasti in Libia subirono un nuovo mwaocpogrom. Il governo senussita ingiunse loro di lasciare "temporaneamente" il paese. Dei mwaog4 000 sbarcati in mwaokItalia, mwaoo2 200 vi rimasero, mwaos1 300 optarono per mwaowIsraele e la maggior parte degli altri per gli mwao0Stati Uniti. Solo poche famiglie restarono in Libiacite-ref-35[35]cite-ref-36[36]. Nel 1970 i beni degli ebrei libici furono confiscati, e successive compensazioni furono negate dal governo di mwapyGheddaficite-ref-37[37]. La sinagoga di mwapsTripoli, restaurata nel 1999, è stata rasa al suolo da estremisti islamicicite-ref-38[38].

Culture e rapporti tra i popoli libici

La Libia, durante la sua storia, venne sempre considerata un'unica regione, ma ha sempre visto l'esistenza di due territori importanti come la Tripolitania e la Cirenaica, con culture e ideologie completamente diverse. Nella storia ufficiale invece, la Libia è sempre stata considerata come una nazione unita a causa di invasioni, sottomissioni e dittature che hanno trovato comodo considerarla come un'unica entità.

Il conflitto tra la popolazione della regione di Tripoli nei confronti di quella di Bengasi e delle regioni limitrofe, e viceversa, è sempre stato accentuato. I tripolitani sono attaccati culturalmente al potere politico centrale della capitale, legame reso ancor più forte durante la dittatura di Gheddafi, mentre i Cirenaici sono molto legati alla loro tradizione locale, non si vedono rappresentati da Tripoli e si sentono soffocati dagli ideali centralistici della Tripolitania, sempre al centro della politica libica, sia se diretta da diktat internazionali, o autonomamente libica.

L'ultimo avvenimento che ha visto gli abitanti della Cirenaica scontrarsi con quelli della capitale si è verificato nel luglio 2012, quando il governo di transizione ha indetto le elezioni del Parlamento. Tali elezioni non furono, secondo i Cirenaici, organizzate correttamente, come anche le suddivisioni dei seggi parlamentari. Questo evidenzia di fatto la condizione di conflitto e di sfiducia tra i due popoli diversi.

Religioni

Dal 1970 la confessione mwaqoislamica è stata proclamata mwaqsreligione di Stato.

I mwaq0musulmani (per lo più mwaq4sunniti, ma anche mwaq8ibaditi, cioè mwarakharigiti) sono circa il 97%, i mwarecristiani sono circa il 3%, e di questi circa mwari56 000 sono mwarmcattolici. La maggioranza della popolazione araba e arabo-mwarqberbera è mwarusunnita, mentre la maggioranza dei berberi del mwaryGebel Nefusa e di mwarcZuara è mwargibadita.

Fino agli anni 1960 viveva in Libia una mwarocospicua comunità ebraica.

Lingue

L'mwar0arabo è la lingua ufficiale del paese. La mwar4lingua berbera è parlata, ma senza alcun riconoscimento ufficiale, da circa mwar8160 000 persone, soprattutto nel mwasaGebel Nefusa (mwase"nefusi"), a mwasiZuara sulla costa, e in vari centri dell'interno, come mwasmGhat, mwasqGadames, mwasuSocna e Augila. La lingua inglese è utilizzata a livello economico per i commerci.

Ordinamento dello Stato

Nel 2011, allo scoppio della mwassguerra civile due diverse autorità politiche affermavano di rappresentare il legittimo governo libico. La prima era l'mwaswesecutivo guidato da mwas0Muʿammar Gheddafi, al potere dal 1969, la seconda era il mwas4Consiglio nazionale di transizione (CNT), che si opponeva decisamente alla dittatura, quasi quarantennale, di Gheddafi. Il governo di Gheddafi corrispondeva, in termini mwas8politologici, a un mwataregime autoritario mwatemilitare, con la presenza di una mwatileadership forte, un'mwatmideologia incompiuta, e la mancanza di mwatqpluralismo e di una qualsiasi parvenza di uno mwatuStato di diritto.

Il CNT, organo politico che guidava gli insorti, intendeva eleggere un'assemblea costituente per la definizione di un ordinamento democratico basato sullo svolgimento di elezioni libere e sulla separazione dei potericite-ref-39[39].

Dal 2014 diverse fazioni si intestavano la guida del Paese, fino a quando nel 2021 è stato costituito il Governo di unità nazionale di Tripoli, riconosciuto dall'ONU.

Suddivisioni storiche e amministrative

La Libia è composta da tre regioni geografiche e storiche:

• la mwauyCirenaica, che occupa tutta la fascia orientale del territorio libico, lungo il confine con l'mwaucEgitto, dal mwaugmar Mediterraneo, al confine con il mwaukSudan e il mwauoCiad;
• la mwauwTripolitania, che occupa la fascia settentrionale, lungo il Mediterraneo, dal confine con la mwau0Tunisia, fino alla fine del mwau4Golfo della Sirte;
• il mwavaFezzan, che occupa la parte sahariana a sud della Tripolitania, dal confine con l'mwaveAlgeria fino alla Cirenaica, lungo il confine con mwaviNiger e mwavmCiad.

Nel dopoguerra, a seguito dell'occupazione britannica, tale ripartizione assunse altresì una valenza amministrativa, con la contestuale soppressione delle 4 province e del Territorio Militare del Sud istituiti da Italo Balbo. Successivamente, nel 1963, il Paese fu suddiviso in dieci mwavugovernatorati (mwavymuhafazat); questi sarebbero rimasti sino al 1983, quando fu introdotto il sistema basato sulle municipalità (mwavcbaladiyat), a loro volta sostituite dai mwavgdistretti (mwavksha'biyat) nel 1995.

Città principali

| Città | Popolazione | Provincia | Regione | Sorge su |
|---|---|---|---|---|
| Tripoli | 1 063 571 | Distretto di Tripoli | Tripolitania | Costa |
| Bengasi | 660 147 | Distretto di Bengasi | Cirenaica | Costa |
| Misurata | 400 000 | Distretto di Misurata | Tripolitania | Costa |
| El-Azizia | 318 170 | Distretto di Gefara | Tripolitania | Costa |
| Tarhuna | 226 554 | Distretto di al-Murgub | Tripolitania | Costa |
| Beida | 206 108 | Distretto di al-Jabal al-Akhdar | Cirenaica | Costa |
| Homs | 202 000 | Distretto di al-Murgub | Tripolitania | Costa |
| Zawiya | 198 567 | Distretto di Zawiya | Tripolitania | Costa |
| Zuara | 192 159 | Distretto di al-Nuqat al-Khams | Tripolitania | Costa |
| Agedabia | 140 000 | Distretto di al-Wahat | Cirenaica | Costa |
| Sirte | 135 451 | Distretto di Sirte | Tripolitania | Costa |
| Sebha | 126 400 | Distretto di Sebha | Fezzan | Oasi Desertica |
| al-Marj | 120 000 | Distretto di al-Marj | Cirenaica | Costa |
| Tobruch | 110 000 | Distretto di al-Butnan | Cirenaica | Costa |
| Sabrata | 105 000 | Distretto di Sabrata e Sorman | Tripolitania | Costa |
| Zliten | 100 000 | Distretto di al-Murgub | Tripolitania | Costa |
| Garian | 91 047 | Distretto di al-Jabal al-Gharbi | Tripolitania | Alture del Gebel |
| Nalut | 74 432 | Distretto di Nalut | Tripolitania | Alture del Gebel |
| Iefren | 72 663 | Distretto di al-Jabal al-Gharbi | Tripolitania | Alture del Gebel |
| Ben Gascir | 65 776 | Distretto di Tripoli | Tripolitania | Costa |
| Derna | 62 179 | Distretto di Derna | Cirenaica | Costa |
| Gubba | 60 610 | Distretto di Derna | Cirenaica | Costa |
| Bani Walid | 50 824 | Distretto di Misurata | Tripolitania | Oasi Desertica |
| Birak | 42 382 | Distretto di Wadi al-Shatii | Fezzan | Oasi Desertica |
| Murzuch | 41 500 | Distretto di Murzuch | Fezzan | Oasi Desertica |
| Awbari | 40 075 | Distretto di Wadi al-Hayaa | Fezzan | Oasi Desertica |
| Sugh el Giumaa | 40 000 | Distretto di Tripoli | Tripolitania | Costa |
| el-Abiar | 33 390 | Distretto di al-Marj | Cirenaica | Costa |
| El-Giof | 31 007 | Distretto di Cufra | Cirenaica | Oasi Desertica |
| Mizda | 28 939 | Distretto di al-Jabal al-Gharbi | Tripolitania | Oasi Desertica |
| Hun | 20 388 | Distretto di Giofra | Fezzan | Oasi Desertica |
| Ghat | 18 000 | Distretto di Ghat | Fezzan | Oasi Desertica |
| Giarabub | 17 750 | Distretto di al-Butnan | Cirenaica | Oasi Desertica |
| Gadames | 16 080 | Distretto di Nalut | Tripolitania | Oasi Desertica |

• mwbfkViola: Capitale libica
• mwbfsGiallo: Capoluogo di regione
• mwbf0Verde: Capoluogo di municipalità

Istituzioni

Forze armate

Le mwbgmforze armate libiche sono state fondate nel 1951 e avevano raggiunto un numero di effettivi di circa 100.000 unità e di unità di riserva di circa 200 uomini impiegati all'estero. Esse avevano la propria sede a mwbgqTripoli, ed era adottata la mwbgucoscrizione obbligatoria della durata a 18 mesi. L'esercito libico è in fase di ristrutturazione dopo l'mwbgyintervento militare internazionale in Libia del 2011 e le guerre civili del 2011 e del 2014 che hanno portato al suo scioglimento.

Politica

Politica interna

Dopo la caduta di mwbgoMu'ammar Gheddafi salì al potere un governo di transizione che, secondo i pensieri e le valutazioni popolari, non eseguì il lavoro di restaurazione richiesto. Dopo le elezioni per l'assemblea nazionale costituente del luglio 2012, nell'aprile 2013 quest'ultimo indisse le nuove elezioni per eleggere il parlamento. Il popolo libico fu chiamato a partecipare ad un appuntamento democratico che mancava da ben 48 anni. Anche se quest'elezioni si svolsero in un clima opprimente, promossero a pieno titolo i mwbg0liberali, capeggiati da mwbg4Mahmoud Jibril, e il partito del Fronte Nazionalecite-ref-40[40], portati avanti da Mohamed el-Magariaf. In queste elezioni delusero gli islamisti, che furono sconfitti, anche se avevano l'appoggio del braccio libico dei mwbhmFratelli Musulmani, che poco tempo prima aveva trionfato nel vicino mwbhqEgitto. L'unica e concreta svolta positiva di queste elezioni fu la campagna elettorale, anch'essa mancante da molto tempo in Libia, che si fece sentire soprattutto a Tripoli.

In seguito all'accordo di pace del 17 dicembre 2015 (accordo di mwbhySkhirat), dal 2016 al 2021, fu formato, sotto egida ONU, un governo di Accordo nazionale della Libia. Tale governo non è stato riconosciuto da quello rivale di Tobruk.

Il 10 marzo 2021 il Parlamento libico a mwbhgSirte ha votato la fiducia a un governo di Unità nazionale, con sede a Tripoli e riconosciuto dall'ONU, designando come Primo Ministro mwbhkAbdul Hamid Mohammed Dbeibeh.cite-ref-41[41]

Per contro, le zone dell’est della Libia e le aree centrali del Paese rimangono nominalmente sotto l’autorità della mwbh8Camera dei rappresentanti (Libia), la legislatura unicamerale della Libia con sede a Tobruk che, nel marzo 2022, ha creato un governo parallelo. Anche se la nomina a primo ministro è stata conferita a Fathi Bashagha, in realtà il controllo autoritario di queste aree è sotto la direzione del generale mwbiaKhalifa Belqasim Haftar.cite-ref-42[42]

La formazione di un Comitato 6+6, sulla base dell’articolo 30 della Dichiarazione costituzionale approvata dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk (HOR) e dal Consiglio di Stato (HCS), ciascuna rappresentata appunto da 6 componenti, ha determinato il punto di svolta in vista delle elezioni in Libia, attese sin dal 2014 e fallite nel 2021. Il 22 mag 2023 a mwbiyBouznika, in mwbicMarocco, i membri del Comitato congiunto 6+6 hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sulle leggi elettorali della Libia, relative alle presidenziali e alle legislative. La ratifica delle due leggi è stata sottoposta alla firma dei presidenti della Camera dei rappresentanti e dell’Alto consiglio di Stato, rispettivamente mwbigAguila Saleh Issa e Khaled Al-Mishri.cite-ref-43[43]

Nelle giornate del 7 e 8 agosto 2023, il Parlamento ha valutato il risultato pervenuto dal Comitato 6+6, per la formulazione delle leggi elettorali finalizzate alle elezioni presidenziali e parlamentari. I disegni di legge sono stati rinviati alla Commissione 6+6 con le note, in prevalenza di carattere tecnico, per apportare gli opportuni e necessari emendamenti.cite-ref-44[44]

Politica estera

La Libia è parte dell'mwbjgONU (dal 1955), della mwbjkLega Araba (dal 1953), dell'mwbjoOPEC (dal 1962) e dell'mwbjsUnione Africana (dal 1963). Le istituzioni di cui la Libia fa parte sono: ABEDA, AfDB, AFESD, AMF, AMU, AU, CAEU, COMESA, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, mwbjwInterpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, mwbj0OPEC, PCA, UN, UNCTAD, mwbj4UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, mwbj8WTO (osservatore).

Il 12 novembre 2011, è stato ripreso dagli mwbkeStati Uniti, con l'invio a mwbkiTripoli, nel maggio 2012, di un mwbkmambasciatore di mwbkqpace, mwbkuChristopher Stevens,cite-ref-45[45] che credeva nella creazione di mwbkoistituzioni democratiche nel mondo mwbksislamico. L'11 settembre 2012, in seguito ad un assalto di manifestanti, infiltrati da elementi terroristi che hanno incendiato la rappresentanza di mwbkwBengasi con il pretesto di vendicare la realizzazione di un filmato provocatorio su mwbk0Maometto, l'ambasciatore fu una delle vittime degli scontri.

Dopo gli incontri del febbraio 2023 avvenuti tra una delegazione libica e alcuni rappresentanti diplomatici del Regno Unito, presso il Ministero della Difesa britannico, nel mese di ottobre 2023 si sono rinsaldati i rapporti di cooperazione tra i due Paesi. Il primo ministro del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibeh, ha infatti incontrato il ministro di Stato per le forze armate del Regno Unito, James Hebbey, il viceministro per gli affari militari, Sailor Ben Power e l'incaricata d'affari esteri presso l'ambasciata britannica, Martha Baines. Il tema principale del dibattito si è incentrato sulla cooperazione libico-britannica nel campo della formazione e della lotta al terrorismo. Per l'occasione è stato siglato un protocollo di cooperazione attraverso un comitato congiunto per organizzare gli aspetti tecnici della collaborazione tra i due Paesi.cite-ref-46[46]

Diritti umani

Istruzione

Università

L'mwblkUniversità di Bengasi venne istituita il 15 dicembre 1955 come Università della Libia.

Economia

Prodotto Nazionale Lordo,cite-ref-47[47] 76,5 miliardi di $cite-ref-48[48], corrispondente a quasi mwbmk12000 $ pro capitecite-ref-49[49].

Bilancia dei pagamenti: 000 milioni di $. Inflazione: 00,0%. Disoccupazione: 0,00%. Punti di forza. Punti di debolezza.

Fino agli anni 1950 considerata uno dei paesi più poveri del mondo, soprattutto a causa dell'improduttività del territorio, la Libia registrava già nel 1977 il mwbm8reddito annuo mwbnapro capite più elevato del continente africanocite-ref-50[50], grazie allo sfruttamento dei grandi giacimenti di mwbnupetrolio, iniziato nel 1959 e nazionalizzato dopo il 1970.

Oltre a nazionalizzare sia le principali risorse del Paese,cite-ref-51[51] che le attività produttive, il nuovo mwbnsregime investì anche nello sviluppo dell'mwbnwindustria leggera e delle infrastrutture e nella modernizzazione dell'agricoltura, favorendo nel contempo l'immigrazione, per sopperire alla scarsità di manodopera. La diminuzione dei prezzi del petrolio negli anni 1980 ha poi ridimensionato le possibilità di sviluppo del Paese, al punto che il mwbn0PIL ha fatto segnare in quel decennio un calo medio annuo del 5,4%; negli anni novanta il quadro economico ha risentito delle sanzioni economiche imposte alla Libia dall'mwbn4ONU nel 1991, revocate nel 1997. Nel 2006 gli Stati Uniti hanno cancellato la Libia dall'elenco dei cosiddetti “Stati canaglia”. La moneta è il mwbn8dinaro libico.

Fino al 2017, il 60 per cento della popolazione libica soffriva di malnutrizione. 1,3 milioni di persone su una popolazione totale di 6,4 milioni sono in attesa di aiuti umanitari d'emergenza.cite-ref-52[52]

Settori

Primario

L'agricoltura riveste scarsa importanza, sia per la limitatissima superficie coltivabile (1,2% del territorio), sia per la scarsità di acqua, anche se in passato il governo ha investito molto sulla mwbogbonifica dei terreni agricoli e sul reperimento di risorse idriche con opere di sbarramento e l'utilizzo di ingenti quantità di mwbokacque fossili, convogliate verso la costa da un sistema di tubature. I principali prodotti agricoli sono mwboocereali, mwbosgrano e mwboworzo, coltivati nella fascia costiera e sulle pendici settentrionali delle alture che dominano la costa. Lungo quest'ultima crescono anche vite, mwbo0olivo, mwbo4agrumi e alberi da frutta.

Nelle zone pre-desertiche cresce lo mwbpasparto, utilizzato sia per la mwbpecellulosa sia per farne corde, mwbpistuoie e altri lavori d'intreccio; inoltre mwbpmtabacco, mwbpqarachidi, mwbpupatate, mwbpyricino; dalla mwbpcpalma da dattero si ricavano frutti in abbondanza. Dato il clima arido, è molto praticato l'mwbpgallevamento caprino e ovino. Poco importante la mwbpkpesca (rilevante quella delle mwbpospugne).

Secondario

La base dello sviluppo economico della Libia è rappresentata dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla strategia dell'OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e rappresenta la quasi totalità delle esportazioni.

I principali giacimenti petroliferi, Mabruk, Hofra, Zelten, Beda, Raguba, Ora, Samah, Gialo, Waha, Magid, Amal, Serir, Augila, sono collegati da oleodotti; le principali raffinerie sono a Marsa El Brega, Tobruch, Ras Lanuf, al-Zawiya. Esistono, inoltre, cospicui giacimenti di gas naturale. Vi sono anche saline e da alcune zone lacustri del Fezzan si estrae il natron, il mwbp4carbonato di sodio.

L'industria manifatturiera è di dimensioni assai modeste, con impianti tessili, alimentari, del tabacco, della mwbqaconcia del pellame; attività artigianali tradizionali sono la lavorazione dei tappeti, a Misurata, e i ricami in seta e argento.

Dagli anni settanta ha avuto un notevole impulso l'edilizia, con la costruzione di interi quartieri popolari alla periferia delle grandi città, che ha determinato il sorgere di mwbqicementifici e di fabbriche di laterizi.

Terziario

Si sta sviluppando nel paese una rete di servizi alle imprese, finanza, commercio interno, servizi alla persona. Poco a poco le reti stradali si sviluppano, mentre la rete aerea è poco utilizzata.

Esportazioni e importazioni

Le sanzioni economiche in vigore dal 1991 al 1999 hanno fortemente ridotto gli scambi commerciali della Libia, la cui bilancia commerciale è sempre stata in forte attivo, grazie all'esportazione di mwbqcgreggio, destinato innanzitutto all'mwbqgItalia (che in parte lo inoltra via oleodotto verso la Svizzera e la Germania) e quindi a mwbqkSpagna, mwbqoTurchia, mwbqsFrancia. Vengono in cambio importati beni industriali e alimentari, anche in questo principalmente dall'mwbqwUE, Italia in testa.

Trasporti

I maggiori porti sono mwbq8Tripoli, mwbraBengasi, mwbreMarsa El Brega, relativamente recente e destinato unicamente all'imbarco di petrolio, mwbriMisurata e mwbrmTobruk. La rete stradale, sviluppata soprattutto lungo la costa (mwbrqvia Balbia), è asfaltata per un terzo. Un'autostrada costiera è in progetto.

È stata invece smantellata la mwbryrete ferroviaria dei tempi coloniali.

Turismo

Per tutti gli anni settanta e ottanta il governo libico ha scoraggiato l'afflusso turistico, una posizione che solo nei primi anni novanta si è andata modificando. Poli di attrazione sono l'antico nodo carovaniero di mwbrkGadames, lo spiccato carattere di Tripoli con le sue ricche mwbromoschee e importanti resti archeologici, dai celebri resti della mwbrsfenicia e poi la città romana di mwbrwSabratha, a quelli romani di mwbr0Leptis Magna a quelli ellenici e romani di mwbr4Cirene.

Risorse minerarie

Buona parte delle ricchezze del Paese si basa sui proventi dell'esportazione di mwbsepetrolio e mwbsigas naturale.

Ambiente

Il 00,0% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.

Flora e fauna

La vegetazione, a causa dell'aridità del clima, è scarsa: macchia mediterranea lungo la costa, con mwbsoolivi, mwbssviti, mwbswlentischi, mwbs0mirti, mwbs4carrubi, mwbs8ginepri, mwbtacipressi, mentre verso l'interno prevalgono la mwbtesteppa semidesertica e poi il mwbtideserto vero e proprio. Nelle mwbtmoasi crescono palme da mwbtqdatteri, mwbtuulivi e mwbtyaranci.

La fauna è ridotta: mwbtgdromedari, mwbtkroditori del deserto, mwbtoiene, mwbtsvolpi, mwbtwsciacalli; nelle zone meno aride vivono mwbt0gazzelle e mwbt4linci. Abbondano gli mwbt8insetti (in particolare mwbualocuste e mwbuefarfalle), gli mwbuiuccelli e, nelle zone desertiche, mwbumscorpioni e mwbuqrettili (mwbuuserpenti e mwbuylucertole). Nel mwbucdeserto libico si trova una fauna sahariana. Gli mwbugerg ospitano mwbukfennec, mwbuovarani del deserto, mwbuspesci della sabbia, mwbuwrettili e le pericolose mwbu0vipere della sabbia, mentre negli mwbu4uadi si trovano mwbu8gazzelle dorcas e mwbvascorpioni velenosi della sabbia. Le palme delle oasi danno rifugio a mwbvetortore, mwbvirondini e mwbvmrondoni, mwbvqrapaci, mantide verde e colubri di Mojla.

Cultura

Patrimoni dell'umanità

Alcuni siti della Libia sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'mwbvwUNESCO.

Pittura e scultura

Numerose sono le pitture e le mwbv8incisioni rupestri, una interessante testimonianza sulla fauna e sui popoli che un tempo abitarono il mwbwadeserto. Il nascere della pittura rupestre si può collocare nel Neolitico e si può distinguere in due fasi, l'una pre - camelina (anteriore all'introduzione del mwbwedromedario), naturalistica e assai raffinata, l'altra di epoca camelina, schematica e scadente. Successivi elementi artistici mwbwipunici, mwbwmgreci, mwbwqromani, mwbwuarabi, mwbwyottomani e coloniali, oltre che moderni, sono custoditi nei musei delle maggiori città.

Musica

Nel XXI secolo, in campo musicale si distinse, tra gli altri, la figura della cantante berbera mwbx4Dania Ben Sassi.

Letteratura

Nella mwbymletteratura libica contemporanea, i generi prevalenti sono la mwbyqpoesia e il mwbyuracconto breve. Fuad Kaabazi e Khalifa Tillisi sono tra i letterati che maggiormente si sono spesi per la traduzione e l'interscambio tra la letteratura italiana e la letteratura libica.cite-ref-53[53]cite-ref-54[54] Tra gli scrittori libici che si sono affermati maggiormente nel XXI secolo vi sono Ibrahim Kuni e mwbzeHisham Matar.

Sport

La Libia ha partecipato per la prima volta ai mwbzygiochi olimpici nel 1964, senza mai vincere una medaglia. Non ha mai partecipato alle mwbzcOlimpiadi invernali. Il principale sport seguito in Libia è il mwbzgcalcio. Le principali squadre sono: l'mwbzkAl Ittihad Tripoli e l'mwbzoAl Ahly Tripoli. La mwbzsLibyan Arab Basketball Federation gestisce il campionato di mwbzwpallacanestro.

Gastronomia

La cucina libica presenta elementi misti di cultura araba e mediterranea, con forti influssi italiani che risalgono al passato coloniale. La popolazione libica predilige mangiare in casa, tranne al venerdì, quando vengono preparati mwbaepicnic sulla costa, in cui i commensali si servono, usando mani e pane come posate, da un grande piatto comune.

I pastori nomadi mwbamberberi hanno lasciato la consuetudine della cottura a fuoco lento di zuppe e carni in pentole di terracotta (mwbaqmwbautajine), oltre al mwbaycouscous, tradizionalmente di mwbacmiglio o di grano, condito con carne (principalmente mwbagmontone), pesce o verdure.

La mwbaoshorbacite-ref-55[55] è invece una zuppa di verdure speziata al peperoncino e condita con pezzi di mwbbapollo, mwbbetacchino o montone.

La mwbbmpasta al pomodoro è un lascito della cucina italiana, reinterpretata con l'uso delle spezie.

La tradizione ebraica ha lasciato in eredità l'uso delle mwbbufrattaglie e la marinatura della carne e del pesce.

Il popolo libico utilizza principalmente queste spezie: mwbbccoriandolo, mwbbgcumino e mwbbkcannella, ai quali si aggiungono per dare colore mwbbozafferano e mwbbscardamomo. Orzo e mwbbwfrumento sono i principali cereali coltivati. Pomodori e mwbb0patate sono le verdure più apprezzate; mwbb4datteri, mwbb8banane, mwbcacocco, mwbcearance e mwbcifichi identificano la frutta. Il mwbcmtè alla menta, servito in piccoli bicchieri, è la principale bevanda. Gli alcolici sono banditi per motivi religiosi.

Festività

La Libia segue il mwbcycalendario islamico lunare, e ne celebra le principali festività.

Tra le festività civili si segnalano:

• mwbco17 febbraio: "giornata della collera", contro le forze lealiste del militare libico mwbcsGheddafi, nel 2011.
• mwbc023 ottobre: festa nazionale: يوم التحرير: Giorno della Liberazione: fine della mwbc4Prima guerra civile libica, nel 2011.
• 24 dicembre, Giorno dell'Indipendenza (riferito al 1951).

Alcune sono state abolite:

• 28 marzo, Giornata del ritiro dei britannici.
• 11 giugno, Evacuazione delle basi militari straniere.
• 7 ottobre, Giorno dell'Amicizia (fino al 2008: "Giorno della Vendetta", in ricordo dell'espulsione degli italiani nel 1970).
• 26 ottobre, Giornata del Ricordo delle deportazioni del 1911.

Note

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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